lunedì 16 luglio 2012

Fast quiz...

per gli amanti del fast food e della pappa pronta... letteralmente :)      
Cosa c'è nella foto?


Un paio di indizi:
luogo di ritrovamento, un supermercato di Redondo Beach;
destinatari, fornello-fobici o fornello-inabili.






soluzione

venerdì 6 luglio 2012

Corri ... ma piano!



Qualche settimana fa elogiavo la cartellonistica statunitense per l'originalità, la concretezza e per l'ironica creatività, ma ... vogliamo mettere questo:
"CORRERE PIANO. Grazie"
Questo semplice avvertimento, scovato all'imbocco di una stradina sterrata nella più recondita campagna veneta, rappresenta, a mio parere, la quintessenza dell'italianità:
1. Artigianalità: sullo sfondo di una segnaletica più o meno regolamentare sono state applicate le lettere nere, che risultano in effetti un po' sbilenche ma, si sa, sono i dettagli che fanno il pezzo "unico".
2. Comunicazione controversa: "correre piano" ... cosa vuol dire? O corro o avanzo lentamente, o decido di giocarmi l'auto in un rally sfrenato sulla ghiaia o procedo con attenzione. Queste espressioni mi fanno immediatamente pensare al tipico eloquio parlamentare, del tipo: "siamo contrari alla riforma ma sicuramente voteremo a favore del provvedimento" ... vuoi vedere che quel cartello è un'idea del sindaco del paese?
3. Cortesia: un "grazie" in Italia non si nega a nessuno, perché a volte aiuta a far digerire l'imposizione o il divieto. Manca invece il punto esclamativo, che a quanto pare imperversa nei cartelli made in U.S.A., probabilmente perché troppo autoritario, potrebbe indisporre l'incauto guidatore.
4. Tocco bucolico: non si può rinunciare alla grazia e alla bellezza ... mai! Infatti dietro il cartello è stato piantato un roseto, che nel momento in cui è stata scattata la foto manco a dirlo era in fiore!
L'Italia è incredibilmente bella anche per questo ... altrimenti sai che noia ;-) 

giovedì 21 giugno 2012

Segnaletica ironica: aggiornamento

Un'ironia che viene da tempi lontani

Questa foto l'ho trovata nell'archivio storico della National Geographic e dovrebbe essere degli anni 20 del secolo scorso. Ritrare Glacier point al Yosemite National Park che purtroppo non ho visto di persona :( 
Il cartello dice letteralmente:
It is 3.000 feet to the bottom and no undertaker to meet you. Take no chanches. There is a difference between bravery and just plain ordinary foolishness.

(Ci sono 3.000 piedi fino al fondo e nessun becchino ad aspettarti. Non correre il rischio. C'è differenza tra coraggio e solo semplice ordinaria stupidità).

Da ciò che ho letto in internet il cartello non esiste più... peccato!


mercoledì 13 giugno 2012

Segnaletica ironica

Obblighi, divieti e suggerimenti proposti in veste ironica sono più efficaci?
Chi lo sa!
A me sono sembrati una nota di colore nell'austero grigiore tipico delle imposizioni burocratiche e mi han fatto comunque sorridere :)

Ecco alcuni esempi trovati qua e là.

Che sia pericoloso attraversare la strada a Salt Lake City?

Yellowstone
Letteralmente suona così: lavati le zampe, i germi sono a caccia e ovviamente fuori dal contesto non è simpatica e forse è offensiva; ma all'interno del parco ci sta tutta e in inglese c'è pure la rima. E se la traducessimo così? lava le tue zampacce, i germi son minacce...  :-s    no, eh?
Si accettano suggerimenti.


Yellowstone
Questa non ha bisogno di commenti, povere piantine!
C'era un altro cartello che non sono riuscita a fotografare ma che graficamente era simile, con uno scarpone nell'atto di calpestare il suolo, che diceva: "leave the plants a chance!"


Yellowstone
Questo cartello di divieto non ha molta ironia, anzi proprio per niente, è un cartello standard...
per gli americani sicuramente, per noi forse un po' meno :(

Per ora è tutto ma vi terrò aggiornati.

venerdì 1 giugno 2012

Spiacente, ma non c'è storia ...

L'idea della "Copa di Vino" mi ha lasciato molto combattuta per qualche giorno; da un lato la mia indole "markettara" non poteva fare a meno di riconoscere e lodare l'originale intuizione, il packaging accattivante, il marchio che strizza l'occhio agli italiani come agli ispanici, la determinazione nel tentare ciò che nessuno aveva mai osato immettere nel mercato, ovvero il "vino da passeggio", dall'altra parte i miei sani e conservatori cromosomi veneti gridavano vendetta, mentre una vocina nella mia mente ripeteva: "Se nessuno ha mai tentato la via del calice di vino take away, un motivo ci sarà?!?". 

La diatriba mentale si è bonariamente conclusa qualche giorno fa, quando in una tiepida e soleggiata domenica di maggio abbiamo partecipato a "Cantine Aperte 2012".
In tarda mattinata siamo arrivati in Valpolicella, incantevole e tranquilla località in provincia di Verona, nelle vicinanze del lago di Garda, famosa per la produzione di vini d'eccellenza, come l'Amarone, il Recioto e il Ripasso di Valpolicella, appunto. 



Dopo sette ore di visita a cantine storiche ed un eccezionale pranzo, innaffiato con dell'ottimo Valpolicella, indovinate un po' chi ha vinto tra le due anime contendenti: la "markettara" o la conservatrice?


« Son cari a Bacco questi colli e cara
questa fonte alle Najadi è non meno.
Se troppo di quel nume hai caldo il seno,
tu con quest'acque a rinfrescarlo impara »
(Ippolito Pindemonte) 

mercoledì 23 maggio 2012

Un bicchiere di-vino

Novità in vendita al supermercato: la “copa di vino”

A me ha fatto sorridere e mi è sembrata una cosa carina tanto da segnalarla in un post ed infatti eccolo qui.

Non avevo mai visto nulla di simile né qui, finora, né in Italia per cui ho dato per scontato che fosse un'ideona americana; ma sì, dagli amanti del fast food perchè non aspettarsi anche il fast drink?

Però incuriosita ho fatto qualche ricerca e ho scoperto 2 cose: una che sono davvero ignorante e due che il vino in bicchiere non è un'idea americana. La cosa nasce in Europa mentre negli States si sono semplicemente limitati a “rielaborare” il concetto... giudicate voi il risultato.

Io dico la mia; vini per lo più italiani e francesi, nome spagnolo e contenitore che richiama il boccale di birra o della coca-cola! 'Sti diavoli di Americani!
Due sono le letture: o la strategia di marketing è raffinatissima e subliminalmente anche gli assolutisti della birra e gli amanti della mitica coke (spagnoli soprattutto!?) vengono indotti a comprare il vino nel bicchiere di plastica oppure il prodotto finale è tale in seguito a parecchi studi e molti tentativi e si sa, è peccato buttar via... ;)

E poi neppure il gioco di parole gli è riuscito! speriamo che almeno il vino sia decente.





lunedì 21 maggio 2012

Le nuvole e l'eclissi di sole

Immaginare la California come la patria dell'estate perenne è uno dei miti che posso sfatare, almeno per quanto riguarda la fascia prettamente costiera. Non si pensi che sia una lamentela perchè in effetti io adoro il clima di quest'area, un'eterna primavera con timidi approcci estivi e un po' più disinvolte espressioni autunnali, di cui in effetti farei a meno, ma tant'è...

Piove raramente, è vero, ma abbonda la nebbia (il famoso “mist” che sale all'improvviso dall'oceano) e tante sono sempre le nuvole a volte sporadiche e chiare, a volte così dense da coprire letteralmente il cielo e a volte nere e minacciose; quasi immancabilmente però arriva un vento fortissimo (anche di questo farei volentieri a meno) che in poco tempo spazza via tutto e il cielo si ripulisce tornando limpido e terso pronto per il prossimo round.

Inutile dire che le nuvole portano sempre una certa tristezza, smorzano la luce e i colori della giornata, raffreddando istantaneamente la temperatura costringendoti a mettere il sempre-presente-ad-ogni-uscita maglioncino e ti tolgono anche un po' il sorriso; insomma fuor di poesia, le nuvole rompono.

Però ieri, bisogna riconoscerlo, hanno avuto un ruolo importante; arrivate al momento giusto, perfette in densità ma in costante movimento, sono state un ottimo filtro naturale.
Se non fosse stato per loro non avremmo mai potuto ammirare lo spettacolo dell'eclissi di sole a occhio nudo!