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venerdì 1 giugno 2012

Spiacente, ma non c'è storia ...

L'idea della "Copa di Vino" mi ha lasciato molto combattuta per qualche giorno; da un lato la mia indole "markettara" non poteva fare a meno di riconoscere e lodare l'originale intuizione, il packaging accattivante, il marchio che strizza l'occhio agli italiani come agli ispanici, la determinazione nel tentare ciò che nessuno aveva mai osato immettere nel mercato, ovvero il "vino da passeggio", dall'altra parte i miei sani e conservatori cromosomi veneti gridavano vendetta, mentre una vocina nella mia mente ripeteva: "Se nessuno ha mai tentato la via del calice di vino take away, un motivo ci sarà?!?". 

La diatriba mentale si è bonariamente conclusa qualche giorno fa, quando in una tiepida e soleggiata domenica di maggio abbiamo partecipato a "Cantine Aperte 2012".
In tarda mattinata siamo arrivati in Valpolicella, incantevole e tranquilla località in provincia di Verona, nelle vicinanze del lago di Garda, famosa per la produzione di vini d'eccellenza, come l'Amarone, il Recioto e il Ripasso di Valpolicella, appunto. 



Dopo sette ore di visita a cantine storiche ed un eccezionale pranzo, innaffiato con dell'ottimo Valpolicella, indovinate un po' chi ha vinto tra le due anime contendenti: la "markettara" o la conservatrice?


« Son cari a Bacco questi colli e cara
questa fonte alle Najadi è non meno.
Se troppo di quel nume hai caldo il seno,
tu con quest'acque a rinfrescarlo impara »
(Ippolito Pindemonte) 

mercoledì 23 maggio 2012

Un bicchiere di-vino

Novità in vendita al supermercato: la “copa di vino

A me ha fatto sorridere e mi è sembrata una cosa carina tanto da segnalarla in un post ed infatti eccolo qui.

Non avevo mai visto nulla di simile né qui, finora, né in Italia per cui ho dato per scontato che fosse un'ideona americana; ma sì, dagli amanti del fast food perchè non aspettarsi anche il fast drink?

Però incuriosita ho fatto qualche ricerca e ho scoperto 2 cose: una che sono davvero ignorante e due che il vino in bicchiere non è un'idea americana. La cosa nasce in Europa mentre negli States si sono semplicemente limitati a “rielaborare” il concetto... giudicate voi il risultato.

Io dico la mia; vini per lo più italiani e francesi, nome spagnolo e contenitore che richiama il boccale di birra o della coca-cola! 'Sti diavoli di Americani!
Due sono le letture: o la strategia di marketing è raffinatissima e subliminalmente anche gli assolutisti della birra e gli amanti della mitica coke (spagnoli soprattutto!?) vengono indotti a comprare il vino nel bicchiere di plastica oppure il prodotto finale è tale in seguito a parecchi studi e molti tentativi e si sa, è peccato buttar via... ;)

E poi neppure il gioco di parole gli è riuscito! speriamo che almeno il vino sia decente.